Agromercato.com non è solo un posto dove si compra e si vende ortofrutta. È uno spazio in cui si incrociano lingue, dialetti e modi di dire. Perché prima di essere digitale, il nostro mercato è fatto di persone e relazioni che parlano anche la lingua dei territori.
Chiunque abbia messo piede almeno una volta nel Mercato Agroalimentare della Sardegna sa che lì non senti solo l’italiano. Le contrattazioni, i saluti tra colleghi, i nomignoli per la frutta e la verdura, le battute che passano tra una cassetta e l’altra: tutto questo è un patrimonio culturale che non possiamo (e non vogliamo) perdere.
Quando abbiamo immaginato Agromercato.com, ci siamo chiesti: come possiamo far arrivare questa voce anche online?
Nel nostro marketplace convivono:
- La lingua sarda, che compare nei racconti dei territori, nei nomi locali dei prodotti, nei contenuti dedicati alle filiere.
- L’italiano, chiaro e comprensibile, per garantire trasparenza a chi compra e vende.
- Il linguaggio digitale, che rende tutto facile e veloce: dal listino in tempo reale alle schede prodotto.
Non è folklore: è un modo per tenere insieme identità e innovazione. Le parole sono importanti perché raccontano la qualità e la storia di ogni box.
Nei prossimi mesi raccoglieremo detti, modi di dire, nomi dialettali e storie di chi lavora nei box: voci che faranno parte di un piccolo vocabolario del mercato, aperto a tutti.
Agromercato.com è così: ‘un luogo che parla tre lingue’, ma sempre con lo stesso obiettivo portare la freschezza e la cultura del mercato agroalimentare della Sardegna ovunque.



